La Corte delle Noci


STORIA ^



La storia del Cane Corso e' antichissima, ed ha accompagnato le vicende del nostro paese nei millenni.
Molti studiosi ritengono che gia' in passato esistevano due tipi di molossi in Italia: uno pesante ed uno leggero.
Il molosso pesante veniva utilizzato nella guerra, nei giochi del circo, nella custodia delle abitazioni e nelle fattorie ed e' stato il progenitore dell'odierno Mastino Napoletano.
Il molosso leggero era adibito essenzialmente alla caccia alla selvaggina pericolosa ed alla conduzione e guardia dei bovini e suini nei pascoli ed e' stato l'antenato del nastro Cane Corso.

       

Il Cane Corso trae le sue antiche origini dal canis pugnax antico molosso romano che accompagnava i Legionari nelle loro campagne di guerra e, per il suo coraggio e fedelta' , era tenuto in una considerazione non inferiore al soldato.
Dopo secoli di selezione dovuta alla dura vita nelle campagne meridionali rischio' la scomparsa a causa dell'ultimo evento bellico. Fortunatamente alcuni esemplari riuscirono a sopravvivere in particolare nelle masserie pugliesi dove furono custoditi gelosamente i migliori ceppi di sangue che conservavano intatte le caratteristiche morfologiche e caratteriali della razza e dai quali furono presi i soggetti per il recupero di questo superbo cane.
Il molosso italiano e' sempre stato chiamato Cane Corso come evidenzia una vasta documentazione bibliografica. Per chi non conosce la razza puo' venire spontaneo il riferimento alla Corsica, ma diciamo subito che non c'entra per niente.

           

La parola Corso appartiene in esclusiva ad alcuni dialetti dell'Italia meridionale. Infatti Corsus e' un antichissimo aggettivo provenzale che in italiano significa "Robusto" "rozzo, rustico" e che ancora oggi, nella parlata dialettale di molte zone del meridione, significa la stessa cosa.
Vi e' chi pensa che la sua origina vada ricercata nella parola latina "cohors" o "cors", quindi "corte", decima parte di una legione, nel senso di cane delle coorti dei legionari ma "cohors" significa anche cortile del casolare, recinto e dunque cane adibito alla guardia delle fattorie.
Grazie alla sua versatilita' , il Cane Corso e' stato in passato utilizzato per una molteplicita' di impieghi. E' stato custode delle masserie, bovaro, fedele compagno dei carrettieri, guardia del corpo e cacciatore di grossa selvaggina (cinghiale, orso, lupo, ecc.).

           

Per descrivere il carattere di questo cane e' particolarmente interessante in testo universitario di fine ottocento del Trecce, che dedica un intero capitolo al molosso italiano: "Non e' disadatto alla guardia della mandria, avendo l'abilita' di restituire alla calma anche il toro stizzito; approfitta del momento favorevole per addentarlo alla bocca, e allora lo lascia, quando ha la certezza che l'animale infuriato ceda alle sue imposizioni.

           



STANDARD ^



Origine: Italia

Data di pubblicazione dello standard originale effettivo: 12.03.1999

Utilizzazione: cane da guardia, da difesa, da polizia, da pista.

Classificazione FCI:            Gruppo 2                          Cani tipo Pinscher e

                                                                           Schnauzer

                                                                           Molossoidi e Cani da

                                                                           Montagna e Bovari Svizzeri

                                      Selezione 2.2                    Molossoidi

                                      Senza prova di lavoro

Brevi Cenni Storici
E' discendente diretto dell'antico molosso romano. Diffuso un tempo in tutta Italia, piu' recentemente si e' conservato prevalentemente in Puglia e nelle regioni limitrofe dell'Italia meridionale. Il suo nome deriva dal latino "cohors", che significa protettore, guardiano delle fattorie.

Aspetto generale
Cane medio-grande, rustico, fortemente costruito ma elegante, asciutto, con muscoli potenti e tuttavia lunghi.

Proporzioni importanti
La lunghezza della testa raggiunge il 36% dell'altezza al garrese. Il cane e' alquanto piu' lungo che alto.

Comportamento e carattere
Guardiano della proprieta', della famiglia e del bestiame, molto agile e reattivo, in passato veniva utilizzato per immobilizzare i bovini e per la caccia alla grossa selvaggina.

Testa: larga, tipicamente molossoide, ha gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso lievemente convergenti fra loro.

Regione cranica

Cranio: largo, agli zigomi la sua larghezza e' pari o superiore alla sua lunghezza. Convesso anteriormente, diventa piuttosto piatto dietro la fronte fino all'occipite. Solco medio-frontale visibile.

Stop: marcato

Regione facciale:

Tartufo: nero e voluminoso, con narici ampie e aperte, e' sulla stessa linea della canna nasale.

Muso: notevolmente piu' corto del cranio (rapporto muso-cranio approssimativamente: 1:2), fortissimo, con faccia anteriore rigorosamente quadrata e piatta e facce laterali parallele, tanto largo quanto lungo. Profilo della canna nasale rettilineo.

Labbra: le labbra superiori moderatamente pendenti coprono la mandibola, cosicche' il profilo inferiore del muso e' dato dalle labbra.

Mascelle/denti: mascelle molto larghe, spesse e piuttosto ricurve. Dentatura lievemente prognata. Chiusura a tenaglia accettabile ma non ricercata.

Occhi: di media grandezza, ovaleggianti, posti in avanti e leggermente affioranti. Palpebre aderenti. Colore dell'iride il piu' scuro possibile a seconda del colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.

Orecchi: triangolari, pendenti, con attacco largo, posti molto al di sopra dell'arcata zigomatica. Quasi sempre vengono amputati corti a forma di triangolo equilatero.  

Collo: forte, piuttosto asciutto, muscoloso, lungo quanto la testa.

Corpo: il tronco e' alquanto piu' lungo dell'altezza al garrese, fortemente costruito ma non tozzo.

Garrese: evidente e supera il livello della groppa.

Dorso: rettilineo, molto muscoloso e teso.

Lombo: corto e solido.

Groppa: lunga e larga, lievemente inclinata.

Torace: ben sviluppato nelle tre dimensioni e disceso al gomito.

Coda: inserita piuttosto alta, molto grossa alla radice, viene amputata alla quarta vertebra. In azione si rialza, pero' mai a candela.

Arti

Arti Anteriori:

Spalla: lunga, obliqua, molto muscolosa.

Braccio: potente.

Avambraccio: diritto e molto forte.

Carpo e metacarpo: asciutti ed elastici.

Piede: piede di gatto.

Arti Posteriori

Coscia: lunga, larga e convessa posteriormente.

Gamba: asciutta e forte.

Garretto: moderatamente angolato.

Metatarso: spesso ed asciutto.

Piedi: un po' meno compatti degli anteriori.

Movimento: passo lungo, trotto allungato. Il movimento preferito e' il trotto.

Pelle: alquanto spessa e piuttosto aderente agli strati sottostanti.

Mantello

Pelo: corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, molto folto con un lieve strato di sottopelo.

Colore: nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro, tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati e' presente un maschera nera o grigia la cui estensione e' limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.

Taglia e peso

Altezza al garrese:

nei maschi da cm. 64 a cm. 68

nelle femmine da cm. 60 a cm. 64

con tolleranza di cm. 2 in piu' o in meno.

Peso:

maschi da 45 a 50 Kg.

femmine da 40 a 45 kg.

Difetti: ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravita' e alla sua diffusione.

Difetti gravi:

- parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, face laterali del muso convergenti;

- chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante;

- tartufo: depigmentazione parziale;

- coda: portata a candela o a anello;

- statura: al di sopra o al di sotto dei limiti indicati;

- andatura: ambio continuato.

Difetti da squalifica:

- divergenza degli assi cranio-facciali;

- enognatismo;

- canna nasale decisamente concava o montonina;

- tartufo: depigmentazione totale;

- occhi: depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale;

- coda: anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali;

- pelo: semi-lungo, raso, frangiato;

- colori: colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.

Nota: i maschi devono avere 2 testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.



CORSO E ARTE ^



Il Cane Corso non ha lasciato solo sbiadite iconografie della sua storia ma bensi' e' stato citato negli scritti di illustri scrittori dal XV secolo in poi.

Teofilo Folengo (1491-1544) tratteggia il Cane Corso nel mortale assedio all'orso o al leone ferito dal cacciatore: in quest'ultimo caso il Cane Corso viene come tale descritto in alternativa al nome usuale Molosso ("canes inter seu corsos sive molossus").

Nicolo Macchiavelli (1469-1527) nel poemetto "L'asino":
"Vidi una volpe maligna e ‚Äėmportuna che non truova ancor rete che la pigli; e un Can Co'rso abbaiar alla luna".

Erasmo di Valvason (1523-1593), letterario trasferitosi dal suo feudo in Friuli alla corte mantovana (1591), comprende nel termine corso sia un tipo di mastino ‚Äď oltre che alla presa ‚Äď dell'orso, del lupo e del cinghiale. Ecco la descrizione efficacissima di quest'ultimo:

"Come il Veltro sia destro et sia spedito

ma di persona piu' gagliarda et magna:

sia grosso, ma non grave od impedito

da tanta mole, che la lena fragna;

abbondi di grand'osso et di gran nerbo

et sia facile a l'ira, aspro et superbo.

Si noti che il Valvason, per descrivere il Cane Corso, meglio non trova che stabilire confronti con gli estremi opposti: da una parte, espressamente, con il Veltro (grossomodo l'attuale Levriero), di cui possiede l'agilita' ma non l'esilita' fisica; dall'altra, implicitamente, con il cane di grossissima mole (sul tipo del mastino napoletano o del mastiff inglese), dalla cui pesantezza si distanzia per liberarsi nella corsa resistente e nevrile.

Tito Giovanni Scandiano, nel "Poema della caccia" (1556), ritrae il Cane Corso nel poderoso assalto e nella formidabile presa ("per assalire, mordere e teenr cinghiali, orsi e lupi").

Ed ancora un'altra testimonianza poetica di Giovan Battista Marino (1569-1625) che narra il mito di Atteone, formidabile cacciatore, trasformato in cervo per vendetta da Artemide, perche' oso' misurarsi nell'arte venatoria con la dea e la spio' mentre si tuffava nuda in una fonte; quindi rincorso e poi sbranato dai suoi stessi cani.

"I Veltri e franchi sono i primi alla pesta.

Piu' lontani e piu' lenti vengon gli Alani e i Corsi.

Seguono i medi e i persi temerari e ardenti...."

Lo stesso Atteone e' raffigurato insieme a Diana nella fontana della reggia di Caserta (1790) insieme ai suoi cani, fra i quali si distingue un cane con orecchie tagliate molto simile all'odierno Cane Corso.

Il nostro amico lo ritroviamo nel poemetto "Leporea" scritto in onore del cardinal Scipione Borghese (1628) per festeggiare la fine dei lavori della villa in Roma.

"Qui li ciechi Leprier e Corsi

can, di ferocita' rabbiosa armati,

affrontar lupi, apsi, leoni et orsi

co' i cacciatori suoi vedrete entrati".

Mina' Palombo, nei "Mammiferi di Sicilia" (1868), separa il molosso ("Canis molossus": nome volgare "Cani Corsu inglesi") dal mastino e interpreta di quest'ultimo ("Canis mastivus": nome volgare "Cani Corsu"); inoltre propone una descrizione morfologica succinta e tendenziosa ("testa ottusa, e corta, muso molto grosso, orecchie all'apice pendenti, peluria cinericcia, fasciata obliquamente di nero, poca intelligenza"). Morso e cipiglio piungono persino al proverbiale.

Ed ancora Giovanni Verga, nei "Malavoglia" (1881) dice: "Morde peggio di un Cane Corso"; Il Tommaseo, nel suo vocabolario, propone la metafora: "Can corso, uomo di aspetto e attitudine fiera"



TAPPE DI RECUPERO ^



1973 In un incontro tra il Prof. Francesco Ballotta e il Dr. Antonio Morsiani si parla del Cane Corso osservato dal Ballotta nel 1972 e dal Bonatti negli anni '50 nelle Puglie e descritto come "cane molossoide a pelo corto", differente dal Mastino Napoletano, simile al Bull Mastiff; rassomigliante al "Cane da Presa di Maiorca".
Il prognatismo viene descritto come la "sua caratteristica essenziale".

1974 All'Esposizione Canina di Foggia vengono presentati fuori concorso 5 esemplari di Cane Corso: un maschio grigio da Ortanova (FG), alto sugli arti e alaneggiante, una coppia di cani neri provenienti da Montella (AV), una femmina nera e un maschio tigrato da Lucera (FG) che presentavano invece muso corto e arti piu' corti. Vengono individuati e censiti i primi esemplari in provincia di Foggia.

1978 Il Dr. Paolo Breber annuncia, in un articolo apparso sul mensile dell'ENCI, di aver iniziato il recupero della razza con un allevamento di ben 19 esemplari. Tra il 1975 e il 1978 dall'accoppiamento degli esemplari da lui incontrati a Foggia nascono due cucciolate: la prima di 7 cuccioli e la seconda, a distanza di 2 anni, di 10 cuccioli.

1979 Stefano Gandolfi e Giancarlo e Luciano Malavasi vengono a conoscenza dell'esistenza del Cane Corso e dopo un primo viaggio in Puglia, si rendono conto della necessita' di intervenire con accoppiamenti mirati ed un'equilibrata dieta alimentare per dare il via a un reale programma di recupero.

Tra la fine del 1979 e il gennaio del 1980 vengono trasferiti a Mantova tre soggetti: Tipsi, Brina e Dauno che daranno vita, nell'arco di un solo anno, a 18 cuccioli, tra questi Basir, Bulan, Babak, Aliot, veri e propri pilastri del programma di recupero della razza, sotto la guida del Dr. Giovanni Bonatti e del Dr. Giovanni Ventura, veterinario, giudice ENCI e allevatore, ideatore di uno studio piu' curato e preciso per il taglio delle orecchie.

Nel contempo si da inizio alle ricerche storiografiche e iconografiche sul Cane Corso con l'aiuto del Sig. Gianantonio Sereni, appassionato cinofilo, e del Prof. Fernando Casolino allevatore e lucano verace, profondo conoscitore della razza nelle sue zone di origine e studioso degli usi e delle tradizioni locali.

1981 Per incrementare la consistenza numerica della razza fu deciso di affidare ad appassionati alcuni dei cuccioli nati dagli accoppiamenti programmati e nel frattempo si intensificheranno le ricerche di nuove linee di sangue in Meridione.

16.10.83 Dopo una prima riunione di verifica della razza, avvenuta nel 1982, si svolge a Mantova un'altra riunione nella quale i 12 Cani Corso presenti furono esaminati e misurati accuratamente dal Dr. G. Ventura per raccogliere i primi rilievi cinometrici che rilevarono, nella quasi totalita' dei soggetti: leggero prognatismo, assi cranio-facciali leggermente convergenti, occhi in posizione sub-frontale, assenza di lassita' della pelle e linfatismo, peso medio di 47 Kg. per i maschi e di 38 per le femmine, altezza media 68 cm per i maschi e 64 per le femmine, mantelli neri tigrati fulvo chiaro e grigio.

Nello stesso giorno le persone presenti all'incontro decisero di riunirsi in un'associazione costituendo cosi' la Societa' Specializzata denominata S.A.C.C. Societa' Amatori Cane Corso, con lo scopo di incrementare e valorizzare la razza, di potenziarne la selezione e l'allevamento e di ottenerne il riconoscimento. Il regolamento rigido che fu approvato prevedeva un controllo capillare da parte del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico su ogni accoppiamento e sugli affidamenti effettuati. I soggetti venivano distribuiti gratuitamente con l'impegno di seguirne la crescita e di mantenerli, di mettere a disposizione i maschi e di segnalare il calore delle femmine, di assiterle in gravidanza e prendersi cura dei cuccioli, che venivano affidati successivamente.
Venne stabilito che gli appassionati avrebbero potuto ottenere in affidamento un esemplare di Cane Corso, all'eta' di tre mesi, vaccinato e con gli orecchie e la coda amputati, iscrivendosi alla S.A.C.C. con un contributo di sole 100.000 lire.
Tra di essi, Soci e Fondatori: Michele Angiolillo, Nardino Anselmi, Donatella Baldassarri, Giovanni Bonatti, Corrado Montavalli, Bruno Bonfanti, Paolo Breber, Primo Buzzi, Ferdinando Casolino, Giancarlo Gallini, Stefano Gandolfi, Giancarlo Malavasi, Luciano Malavasi, Giovanni Mauro, Giancarlo Monfardini, Sergio Nardi, Vittorio Suffritti, Gianantonio Sereni, Alberto Tellini, Giovanni Ventura .

16.06.84 Il Cane Corso viene presentato come ospite in alcune esposizioni, raduni e incontri, poiche' era necessario incrementare l'attenzione del mondo cinofilo e del grande pubblico per potenziare la divulgazione della razza. Importante tra tutti, nel giugno '84, l'incontro a Castenaso (BO), programmato dal Dr. Bonetti, che aveva osservato Basir con molta attenzione, sul campo di addestramento della SAS. Presenti i giudici Franco Bonetti, Antonio Morsiani, Mario Perricone, per l'esame morfologico e Claudio Bussadori per gli accertamenti riguardanti il carattere, presenti 12 Cani Corso.
In tale occasione si confermo' la validita' dei rilievi effettuati da Ventura (art. Centro Informazioni Petfood, giu. '84).

03.11.85 A Mantova avviene il primo contatto ufficiale con l'ENCI, presenti i giudici Barbati, Mentasti, Morsiani, Quadri, Perricone, Vandoni e Ventura. Pur essendo i cani ancora relativamente eterogenei, i giudici presenti concordano con le linee ortologiche fondamentali rilevate da Ventura (art. Mainardi D.: L'Europeo, n.46 - Gallucci C.: L'Espresso, n.46 - 1985).

1987 Il Dr. Antonio Morsiani, su incarico della S.A.C.C. e con l'approvazione del Comitato Giudici, presieduto dal Dr. Perricone che fornisce al Dr. Morsiani uno schema di standard-tipo adottato dal Congresso FCI di Monaco del 1934, compila il Progetto di Standard della razza. A tale fine vengono esaminati e/o misurati circa 100 esemplari della razza sia al Nord che al Sud. Successivamente lo Standard viene modificato in base alle nuove direttive FCI che prevedono una diversa distribuzione dei paragrafi e un'impostazione del testo meno formalistica ed e' quindi presentato al Comitato Giudice.

1987 Il Dr. Antonio Morsiani, su incarico della S.A.C.C. e con l'approvazione del Comitato Giudici, presieduto dal Dr. Perricone che fornisce al Dr. Morsiani uno schema di standard-tipo adottato dal Congresso FCI di Monaco del 1934, compila il Progetto di Standard della razza. A tale fine vengono esaminati e/o misurati circa 100 esemplari della razza sia al Nord che al Sud. Successivamente lo Standard viene modificato in base alle nuove direttive FCI che prevedono una diversa distribuzione dei paragrafi e un'impostazione del testo meno formalistica ed e' quindi presentato al Comitato Giudice.

11.97 Il Comitato Giudice approva lo Standard del Cane Corso redatto dal Dr. Morsiani.

1988 Il Consiglio Direttivo dell'ENCI decide di "sottoporre gli esemplari esistenti a un giudizio sperimentale al fine di accertare la loro omogeneita' di tipo, di costruzione, di carattere e la loro aderenza o meno alle caratteristiche indicate nel progetto di Standard".
Nell'ambito delle esposizioni di Milano, Firenze e Bari i giudici Morsiani, Perricone e Vandoni eseguono i rilievi cinometrici di piu' di 50 esemplari, concordando con la validita' del Progetto di Standard. La S.A.C.C. invia all'ENCI un censimento dei soggetti rustici corredato da 97 fotografie.
Avuta l'autorizzazione dell'ENCI per un ulteriore raduno viene stabilito un incontro alla mostra canina di Foggia (ott. '88) per effettuare una comparazione tra Corsi selezionati dal progetto della S.A.C.C. e Corsi "rustici" del Meridione.

1989 Viene istituito dal Consiglio Direttivo dell'ENCI il "Libro Aperto" per il Cane Corso, il cui controllo e' affidato a una Commissione formata dai giudici Barbati, Dagradi e Quadri.

1990 La S.A.C.C. collabora in maniera determinante alla realizzazione del "1¬į Convegno Nazionale sul Cane Corso" di Civitella Alfedena.

25.11.90 La razza viene presentata nell'ambito dell'Esposizione Europea di Verona, al Comitato Standard della Federazione Cinologica Internazionale, cui consegna un "riassunto delle caratteristiche morfologiche" redatto dal Dr. Morsiani in 4 lingue (francese, inglese, tedesco e spagnolo).

90/92 Nell'ambito dei "raduni di Libro Aperto" di Mantova, Foggia, Ostuni, Morciano, Messina vengono iscritti al Libro Aperto quali capostipiti ben 563 esemplari, esaminati dai giudici Ammannati, Dagradi, Morsiani, Perricone e Vandoni. A questi esemplari andavano aggiunti i cani iscritti direttamente ai Libri Genealogici degli allevatori, che portavano il totale a 820 esemplari.

06.07.92/93 Il Consiglio Direttivo della S.A.C.C. partecipa, con un contributo determinante, al "Congresso Int.le di Cinotecnia Genetica, Alimentazione e Psicologia canina" di Ravenna.

Sett.93 A Seveso il Cane Corso sostiene un'ulteriore prova che consacra i suoi titoli alla presenza dei giudici: Bernini, Bonetti e Vandoni.

20.01.94 Il Consiglio Direttivo dell'ENCI, consultati gli atti raccolti e sentito il parere favorevole del Comitato Giudici, del Comitato Razze Italiane e del Comitato Allevamento accoglie la richiesta e sancisce il riconoscimento del Cane Corso a 14 a razza italiana.

18.09.94 Il Consiglio Direttivo approva alcune modifiche incluse nel nuovo Statuto della S.A.C.C.

Nov.94 Il Consiglio Direttivo della S.A.C.C. organizza il primo Campionato Sociale e ne approva il Regolamento. Sono 11 le prove a Calendario per il 1995 nell'ambito di nazionali e internazionali ENCI.

01.01.95 La S.A.C.C. sottoscrive una Convenzione con l'AIVPA al fine di incentivare la ricerca sulla displasia dell'anca e contribuire in modo determinante al miglioramento genetico e zootecnico della razza.
A questo scopo sono stati organizzati due incontri, a Mantova e a Bari, per intraprendere un'indagine conoscitiva sulla incidenza delle oculopatie ereditarie nel Cane Corso eseguite dal Dr. Claudio Peruccio del Dipartimento di Patologia animale dell'Universita' di Torino.

10.02.95 Il C.D. dell'ENCI riconosce la S.A.C.C. quale Socio Collettivo.

06.07.95 A seguito del riconoscimento della razza il C.D. dell'ENCI delibera che dal 1.07.95, nelle esposizioni italiane, si potra' assegnare il CAC alla razza Cane Corso, permettendo di accedere al Campionato Italiano di Bellezza.

1996 Viene effettuato, dalla S.A.C.C., uno Studio Morfo-logico sulla razza con la realizzazione di "Disegni Tecnici" del Cane Corso.
Per il riconoscimento della razza in sede FCI si prepara una documentazione dettagliata comprendente: una presentazione storica della razza, lo Standard modificato in base alle nuove direttive, uno studio sulle linee di sangue esistenti, il tutto in italiano e inglese.

Si organizza inoltre una presentazione della razza, ad Arese e presso l'ENCI, alla FCI, presente il Presidente Dr. Hans Muller.

02.05.96 Il C.D. dell'ENCI riconosce ufficialmente la S.A.C.C. quale Societa' Specializzata per la Tutela della razza.

04.07.96 Nella seduta del C.D. S.A.C.C. viene approvato il "Regolamento delle manifestazioni".

Tale regolamento subordina la rettifica del titolo a Ch. It. al superamento, con esito positivo, della prova attitudinale Cal 1 e conseguentemente la disputa del CAC tra la classe libera e lavoro. Per l'attribuzione del titolo di Campione Sociale viene richiesto inoltre il superamento dell'esame della displasia dell'anca.

09.10.96 La S.A.C.C. organizza il "1¬į Seminario Nazionale sul Cane Corso" a Foggia.

09.11.96 Il C.D. dell'ENCI delibera l'ammissione del Cane Corso alle prove attitudinali di CAL 1.

12.11.96 La razza del Cane Corso viene riconosciuta dalla Federazione Cinologica Inter-nazionale (FCI) nella riunione a Copenaghen.

14.11.96 Il C.D. della S.A.C.C. inoltra all'ENCI la richiesta di assegnazione del CACIB ai soggetti presenti nelle competizioni internazionali.

15/16.02.1997 La S.A.C.C., in collaborazione con la Fondazione A. Morsiani, organizza il "1¬į Convegno Tecnico-scientifico sul Cane Corso".

29.03.97 L'Assemblea Generale dei soci approva il documento relativo alle "Norme che regolano le Delegazioni Regionali".

12.07.97 Il Consiglio Direttivo della S.A.C.C. approva un nuovo "Regolamento delle manifestazioni" mai applicato in quanto ancora in attesa dell'approvazione da parte dell'ENCI.
La S.A.C.C. ha inoltrato, anche, richiesta all'ENCI per l'organizzazione di corsi per giudici e per la chiusura del LIR. e il titolo di vicecampione.
 
... Continua